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Un volto di vetro e oro per San Paolo. Leone XIV scopre il suo clipeo

Clipeo Leone XIV

Città del Vaticano. Il 14 gennaio 2026 Papa Leone XIV è presente in una sala attigua all’aula Paolo VI qui per un rito che si ripete, identico, da quasi due secoli: guardare in faccia il proprio ritratto prima che diventi storia.

L’oggetto al centro della scena è un tondo di 137 centimetri. Tecnicamente si chiama clipeo. È un disco massiccio, pesante, destinato a lasciare questa stanza per essere issato a 13 metri d’altezza nella navata destra della Basilica di San Paolo fuori le Mura. Il Papa lo osserva in silenzio. Attorno a lui ci sono poche persone: i cardinali, l’abate, e soprattutto i maestri dello Studio del Mosaico Vaticano, quelli che quel volto l’hanno costruito fisicamente.

Non è un dipinto. È un mosaico tagliato, realizzato con smalti vetrosi e ori, fissati con uno stucco a base di olio di lino. Una tecnica antica, lenta, che richiede mesi di lavoro. Le tessere sono circa 15mila. Viste da vicino sembrano un caos astratto di colori; ma i mosaicisti sanno che quell’opera non è fatta per essere guardata da un metro di distanza. È fatta per essere vista dal basso, dai pellegrini che camminano nella navata, dove la luce e la distanza fonderanno quelle 15mila schegge in un’espressione unica.

La tradizione dei clipei è una delle memorie visive più potenti di Roma, ma anche una delle più sofferte. La serie originale dei ritratti papali andò quasi interamente distrutta nel devastante incendio del 1823. Quando la Basilica fu ricostruita, Papa Pio IX decise che i nuovi volti sarebbero stati in mosaico: più resistenti, più brillanti, capaci di sfidare i secoli e, se necessario, il fuoco. Da allora, ogni pontificato aggiunge il suo anello alla catena.

Leone XIV, Robert Francis Prevost, il primo Papa nordamericano della storia, entra oggi in questa galleria. Il bozzetto pittorico è stato realizzato da Rodolfo Papa, ma è stata la traduzione in pietra dei mosaicisti a dargli la forma definitiva. Prima di congedarsi, il Papa ha chiesto un momento di raccoglimento. Hanno pregato insieme, lì in piedi: l’artista, gli operai, il Pontefice. Un gesto semplice, intimo, prima che il clipeo lasci il Vaticano per raggiungere la sua collocazione definitiva a San Paolo, accanto al ritratto del predecessore. Lì diventerà un punto fermo nella lunga linea che corre sopra le colonne, un altro volto che guarda i turisti e i fedeli passare sotto le grandi arcate della Basilica.

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